358. Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio
Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.
Per pubblico servizio deve intendersi un'attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale.
1. Ratio della norma
L'articolo 358 c.p. adotta una concezione oggettivo-funzionale della qualifica penalistica, distaccandosi completamente da schemi legati alla natura formale del rapporto d'impiego[cite: 366]. La norma ha lo scopo di estendere la tutela penale — sia in termini di responsabilità per i reati propri, sia in termini di protezione contro le condotte illecite dei privati — a tutti quei soggetti che, pur non esercitando i poteri deliberativi, autoritativi o certificativi tipici del pubblico ufficiale (art. 357 c.p.), concorrono comunque alla realizzazione di finalità pubbliche finalizzate al soddisfacimento di interessi della collettività[cite: 366, 367].
I confini della qualifica
Il legislatore delimita l'istituto attraverso un criterio negativo e uno positivo:
- Requisito positivo: L'attività deve essere disciplinata da norme di diritto pubblico (regolamenti, leggi o atti amministrativi conformativi) orientate a garantire parità di trattamento, continuità e obbligatorietà dell'erogazione.
- Requisito negativo: Rimangono tassativamente escluse dalla fattispecie le mansioni di mero ordine e l'esecuzione di opere meramente materiali o d'officina, le quali non partecipano in alcun modo alla cura dell'interesse pubblico.
Giurisprudenza Aggiornata
Cassazione Penale, Sez. VI, Sent. n. 12267 del 24/03/2026
"In tema di peculato, la qualifica di 'incaricato di pubblico servizio' ex art. 358 c.p. non può essere desunta in via automatica dalla sola qualità di dipendente comunale addetto alla guida dello scuolabus, occorrendo un accertamento in concreto delle mansioni effettivamente svolte: qualora l'attività si esaurisca in mere mansioni d'ordine o in prestazioni meramente materiali (quali la guida del mezzo su percorsi e orari predeterminati), la qualifica soggettiva va esclusa; essa può invece ravvisarsi solo se all'autista siano affidati ulteriori compiti che implichino poteri o responsabilità ulteriori (ad es. controllo e sorveglianza degli alunni, attività di vigilanza o controllo sul rispetto di regolamenti), tali da superare la soglia delle operazioni esclusivamente materiali."
Cassazione Penale, Sez. Unite, Sent. n. 34036 del 29/05/2025
"Ai sensi degli artt. 357 e 358 c.p., rappresentano 'norme di diritto pubblico' e 'atti autoritativi' le disposizioni normative che predeterminino in maniera puntuale gli schemi organizzativi ed operativi dell'attività al fine di assicurare a tutti gli interessati prestazioni in condizioni di parità di trattamento, continuità ed obbligatorietà del servizio, attribuiscano risorse pubbliche senza obbligo di corrispettivo in funzione dell'effettuazione delle prestazioni, e prevedano poteri discrezionali conformativi in ordine ai contenuti dell'attività e ai 'prezzi' di erogazione, eventualmente anche al fine di realizzare ulteriori interessi pubblici. La compresenza di tutti questi indici, infatti, consente di rilevare come l'attività sia strutturata dall'ordinamento giuridico affinché possa rendere un servizio alla collettività in condizioni di imparzialità, obbligatorietà e continuità, canoni indispensabili per l'individuazione della funzione amministrativa ex art. 97 Cost., con recessività della finalità di profitto del soggetto che la svolge rispetto al dovere di erogazione delle prestazioni." [cite: 371, 372, 373]
Cassazione Penale, Sez. VI, Sent. n. 35366 del 28/05/2024
"La trasformazione dell'Ente Poste in società per azioni non esclude la qualifica di incaricati di pubblico servizio dei suoi dipendenti. Tali dipendenti conservano questa qualifica in relazione alla specifica attività correlata al servizio postal universale, che persegue finalità pubbliche sotto un regime pubblicistico, indipendentemente dalla concorrenza nel settore. Pertanto, gli impiegati di Poste Italiane Spa addetti alle lavorazioni interne del servizio postale universale devono essere considerati incaricati di pubblico servizio per quanto concerne l'art. 358 cod. pen."
Cassazione Penale, Sez. V, Sent. n. 33056 del 21/05/2024
"L'errore sulla qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, che derivi da ignoranza o falsa interpretazione della legge, non vale a scusare l'agente, risolvendosi in un errore sulla legge penale, in quanto la definizione di pubblico ufficiale e quella di incaricato di pubblico servizio sono contenute negli artt. 357 e 358 cod. pen. che richiamano, con rinvio ricettizio, le norme extrapenali, attribuendo loro natura di norma penale."
Cassazione Penale, Sez. VI, Ord. n. 31605 del 29/05/2024
"Viene rimessa alle Sezioni Unite la soluzione della questione: 'Se, nell'ambito delle attività di bancoposta svolte da Poste Italiane Spa ai sensi del D.P.R. 14 marzo 2001, n. 144, la raccolta del risparmio postale (raccolta di fondi attraverso libretti di risparmio postale e buoni postali fruttiferi effettuata da Poste per conto della Cassa depositi e prestiti) abbia natura pubblicistica e, nel caso positivo, se l'operatore di Poste Italiane Spa addetto alla vendita e gestione di tali prodotti rivesta la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio ai sensi degli artt. 357 e 358 cod. pen.'"
Vedi anche: Per completare il quadro sulle qualifiche soggettive pubblicistiche, consulta l'analisi dettagliata sull'Art. 357 c.p.: Nozione del pubblico ufficiale[cite: 367].